Orari di lavoro
Lunedi - Venerdi: 7.30 - 19.30
Sabato: 8 - 16
Le persone di Zoom Out Lab
Christian Freda
Founder & Project Manager
Consulente digitale · Curatore editoriale Z Side
Da oltre quindici anni lavoro nel settore digitale, affiancando aziende e professionisti nella definizione delle strategie e nello sviluppo della loro presenza online.
Come Founder e project manager di Zoom Out Lab, seguo i progetti dall’analisi iniziale alla realizzazione, traducendo gli obiettivi di business in priorità, attività e percorsi di lavoro strutturati. Il mio ruolo unisce visione strategica e coordinamento operativo, con attenzione alla qualità, alle tempistiche e alla coerenza delle decisioni.
Mi occupo di consulenza digitale, posizionamento del brand, progettazione di siti web ed e-commerce, SEO e architettura dei contenuti. Considero questi ambiti parti di un unico sistema: ogni intervento deve rispondere a un’esigenza concreta e contribuire agli obiettivi del progetto.
Il mio approccio parte dall’ascolto e dall’analisi del contesto. Studio dati, mercato e comportamenti degli utenti per individuare le criticità, definire le priorità e costruire soluzioni sostenibili. La misurazione dei risultati accompagna il lavoro e orienta le successive ottimizzazioni: è la logica del Metodo Zoom Out Lab.
Sono inoltre curatore editoriale di Z Side, lo spazio di approfondimento di Zoom Out Lab dedicato all’analisi di strategie, tecnologie e fenomeni digitali attraverso casi reali e lettura critica.
Il principio che guida il mio lavoro è dare a ogni progetto una direzione chiara, collegando strategia, persone e strumenti.
Le persone di Zoom Out Lab
Isabella Santarelli
Responsabile marketing e social
Ingegnere, Ph.D. · Social Media Manager · Scrittrice
Se ti dico che ho cominciato progettando strutture e oggi lavoro con le parole, ti sembra una deviazione? Non lo è. È lo stesso metodo, la stessa progettualità, con strumenti diversi.
Sono ingegnere edile e Ph.D. in Architettura. Per anni mi sono occupata di progettazione, rigenerazione urbana e ricerca scientifica sui sottosuoli urbani, con particolare attenzione alle strategie di recupero e valorizzazione delle aree estrattive ipogee dismesse. Ho lavorato a numerosi progetti di ricerca finanziati dal MUR e da bandi di Ateneo e pubblicato saggi, contributi specialistici in volume e articoli su riviste di settore.
Poi ho fatto una cosa che nei curricula non è mai vista di buon occhio e che invece, guarda un po’, mi ha dato moltissimo: ho messo in pausa l’ingegneria e la ricerca per dare vita a un’impresa commerciale tutta mia, lontana dal mio settore di formazione. E sì, ho dovuto formarmi da capo.
Per anni l’ho gestita in prima persona, occupandomi praticamente di tutto, e posso dire di aver imparato molto più di quanto una riga sul curriculum lasci immaginare.
E poi c’è la scrittura, che ha sempre avuto un posto a sé. Ed è fondamentale. Ho studiato scrittura creativa e storytelling alla Scuola Holden di Torino e ho collaborato con progetti editoriali e riviste culturali, scrivendo di letteratura, società e trasformazioni del contemporaneo. La mia forma d’elezione è il racconto breve: alcuni sono usciti in antologie e riviste, molti altri aspettano ancora di essere pubblicati in una raccolta. Se sei arrivato qui da uno dei miei articoli, sì: quella che scrive lì sono sempre io.
Zoom Out Lab è nato da un’idea di Christian, il mio insostituibile socio e compagno di avventure. Oggi guido il dipartimento marketing e social: progetto strategie di comunicazione e piani editoriali per aziende, attività commerciali e professionisti e mi occupo di Social Media Management, Content Strategy e Project Management. Dai testi alla grafica, ogni contenuto parte da qualcosa di vero da raccontare nel modo giusto e da un brand la cui personalità deve restare riconoscibile, ovunque lo si incontri online.
Ho attraversato ambiti molto diversi e forse è anche per questo che diffido delle soluzioni già pronte, quelle “a bacchetta magica” che sui social si vedono proporre di continuo. Limitano il lavoro creativo e il racconto di un brand, perché nessun brand ha la stessa personalità di un altro e non si può ridurre tutto a un pattern.
La competenza che conta, per me, è saper collegare i punti: quel celebre connecting the dots di cui parlava Steve Jobs. Mettere in relazione ambiti che sembrano non avere nulla in comune finché, in un’intuizione improvvisa, non si scopre che l’uno può alimentare l’altro.
È così che si fa zoom out.

