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Z Side · Reality Glitch A cura di Zoom Out Lab
La tua Smart TV fa due screenshot al secondo di tutto quello che appare sullo schermo. Li analizza, li confronta con un database, riconosce quello che stai guardando e manda i dati al produttore. Funziona anche quando guardi un DVD, una console, il tuo laptop collegato via HDMI. È attiva per default. Si chiama ACR, ed è installata su quasi tutti i televisori venduti negli ultimi dieci anni.
Nei primi mesi del 2026, il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha citato in giudizio Samsung, Sony, LG, Hisense e TCL per raccolta illegale di dati tramite smart TV spia ACR. Il 26 febbraio Samsung ha patteggiato, impegnandosi a ottenere consenso esplicito prima di raccogliere qualsiasi dato. Il Kentucky ha approvato una legge con voto unanime 92 a 0 alla Camera che classifica i dati ACR come dati sensibili, equiparabili a quelli biometrici o sanitari, richiedendo opt-in esplicito invece del semplice opt-out. Sony, LG, Hisense e TCL sono ancora in giudizio mentre questo articolo viene scritto.
Il punto non è la notizia legale. Il punto è che questa tecnologia è nel tuo salotto da anni, e quasi nessuno lo sa.
Come funziona: uno Shazam permanente che non hai mai acceso
ACR sta per Automatic Content Recognition riconoscimento automatico dei contenuti. La tecnologia è concettualmente simile a Shazam, l’app che identifica le canzoni dall’audio. Ma con una differenza fondamentale: Shazam lo attivi tu, quando vuoi, per quello che vuoi. L’ACR della tua Smart TV è sempre acceso, cattura tutto, e non ti chiede il permesso.
Una ricerca condotta da UC Davis, University College London e Universidad Carlos III di Madrid ha misurato con precisione il comportamento di Samsung e LG. I televisori Samsung scattano uno screenshot ogni 500 millisecondi e inviano i dati ai server ogni minuto. I televisori LG scattano screenshot ogni 10-15 millisecondi e li trasmettono ogni 15 secondi. I frame vengono confrontati con database di contenuti multimediali per identificare esattamente cosa stai guardando programma, film, spot pubblicitario, canale, episodio specifico.
Il dettaglio che quasi nessuna copertura mainstream ha enfatizzato abbastanza: l’ACR funziona su qualsiasi sorgente. Non solo sui canali TV o sulle app integrate. Funziona quando hai collegato il laptop via HDMI per guardare un film. Funziona con la console di gioco. Funziona con il lettore DVD. La Smart TV non distingue tra contenuto “suo” e contenuto esterno scatta screenshot di tutto quello che appare sullo schermo, indipendentemente da dove viene. E secondo i documenti depositati dal procuratore generale del Texas, dall’analisi delle abitudini di visione i produttori riescono a inferire attributi altamente personali sugli utenti inclusi orientamento politico, credo religioso e appartenenza etnica.
Il modello di business: il televisore è gratuito, sei tu il prodotto
Per capire perché questa tecnologia esiste, basta guardare i numeri finanziari.
Vizio uno dei principali produttori americani di Smart TV ha dichiarato pubblicamente già nel 2021 che il suo business pubblicitario e di vendita dei dati di visione generava più profitto della vendita dei televisori stessi. LG ha costruito una divisione pubblicitaria, LG Ad Solutions, attorno ai dati ACR acquisiti tramite l’acquisizione della società Alphonso, che vale quasi 700 milioni di dollari di ricavi pubblicitari annui. Samsung ha sviluppato internamente la propria infrastruttura ACR e ha acquisito provider di dati in diversi mercati, incluso quello indiano.
La logica è quella delle stampanti a getto d’inchiostro degli anni Novanta, aggiornata al 2026: l’hardware viene venduto a prezzo contenuto perché il profitto reale sta altrove. Solo che nel caso delle stampanti era sulle cartucce. Nel caso delle Smart TV è su di te sul tuo comportamento di consumo, sulle tue preferenze, sulle tue abitudini domestiche serali mappate con precisione millimetrica. È lo stesso schema di LinkedIn che scansiona le estensioni del browser o di qualsiasi altra piattaforma che raccoglie molto più di quanto dichiara: il servizio è gratuito o conveniente perché il vero prodotto è l’informazione che generi mentre lo usi.
La scala del problema: 100 milioni di case, nessuna notifica
Secondo i documenti depositati dal procuratore generale del Texas, circa il 75% delle famiglie americane possiede una Smart TV equipaggiata con tecnologia ACR circa 100 milioni di abitazioni. In Italia, secondo le stime di mercato, oltre la metà delle famiglie ha almeno una Smart TV connessa a internet, e la quota cresce ogni anno.
Il Texas ha citato in giudizio Samsung, Sony, LG, Hisense e TCL in dicembre 2025, sostenendo che l’ACR costituisce una raccolta di dati senza consenso adeguato in violazione del Texas Deceptive Trade Practices Act lo stesso strumento legale che aveva portato a un accordo da 1,4 miliardi con Meta nel 2024 e da 1,375 miliardi con Google. Hisense è stata immediatamente bloccata da un’ingiunzione temporanea prima volta nella storia che un tribunale blocca un produttore di televisori per raccolta dati. Samsung ha seguito con una seconda ingiunzione a gennaio 2026, prima di patteggiare a febbraio.
Il problema del consenso non è solo tecnico è strutturale. Come per i dati raccolti senza consenso reale su quasi tutte le piattaforme digitali, anche qui il meccanismo è lo stesso: il consenso viene tecnicamente ottenuto attraverso schermate di configurazione iniziale che quasi nessuno legge, in linguaggio tecnico, con un’architettura che favorisce l’accettazione passiva. Non è consenso informato. È consenso catturato.
L’opt-out che non vuole essere trovato
L’ACR si può disattivare. Questo è tecnicamente vero. Ma la Electronic Frontier Foundation, una delle principali organizzazioni americane per i diritti digitali, ha definito il processo “estremamente complesso, richiedendo agli utenti di disattivare diverse impostazioni pubblicitarie e di tracciamento attraverso più click in sotto-impostazioni diverse”. Ogni produttore usa un nome diverso per la stessa funzione, collocata in percorsi di menu diversi, spesso senza alcuna indicazione chiara di cosa stia facendo.
Samsung la chiama “Viewing Information Services” non “raccolta dati” o “sorveglianza dei contenuti”. LG la nasconde sotto “Live Plus”. Sony usa “Samba Interactive TV”. Nomi tecnici, neutri, progettati per non dire nulla a chi non sa già cosa cercare. Sono opt-out sepolti sotto livelli di menu progettati per scoraggiare chi non è disposto a fare una ricerca approfondita. È la stessa grammatica dei dark pattern applicata all’hardware domestico.
C’è un ulteriore problema: su diversi modelli, gli aggiornamenti del firmware riattivano automaticamente l’ACR dopo che l’utente l’ha disattivato. La funzione torna on, senza notifica, senza nuovo consenso. Se non controlli le impostazioni dopo ogni aggiornamento, stai presumibilmente di nuovo trasmettendo dati.
La risposta legale: primo passo, ma solo in Texas e Kentucky
Il patteggiamento di Samsung del 26 febbraio 2026 è il primo accordo mai raggiunto da un produttore di televisori su una questione di raccolta dati tramite ACR. I termini impongono consenso esplicito prima della raccolta, e schermate di consenso “chiare e comprensibili” non più sepolte nel flusso di configurazione iniziale. Ma l’accordo vale solo per il Texas. Se non abiti in Texas, il tuo Samsung continua a funzionare come prima.
Il Kentucky ha fatto un passo ulteriore: con HB 692, approvata con voto unanime alla Camera e consegnata al governatore, lo stato classifica i dati ACR come categoria di dati sensibili, richiedendo opt-in esplicito invece del semplice opt-out. È la prima legge specifica sull’ACR approvata negli Stati Uniti. In Europa, il GDPR teoricamente già coprirebbe questi scenari il tracciamento dell’orientamento politico, delle convinzioni religiose e delle abitudini di salute inferite dai contenuti visualizzati rientra chiaramente nella categoria dei dati sensibili dell’articolo 9. Ma a oggi non risultano procedimenti formali aperti dalle autorità europee di protezione dei dati specificamente sull’ACR nelle Smart TV.
Il vero glitch: la sorveglianza più efficace è quella domestica
C’è una ragione per cui il caso Smart TV spia ACR è particolarmente rilevante rispetto ad altri scenari di raccolta dati. Non parliamo di dati generati mentre navighi in rete, non parliamo di tracciamento delle app sul telefono parliamo di un dispositivo fisicamente presente nel luogo più privato della tua vita, il salotto di casa, che osserva e registra tutto quello che fai nella tua sfera domestica serale.
Il televisore è il centro dell’esperienza familiare. È dove guardi i film con i figli, dove metti una serie mentre ceni, dove hai il telegiornale acceso in sottofondo. È un contesto di abbassamento totale della guardia nessuno pensa al tracciamento mentre guarda la TV sul divano. Ed è precisamente questo il motivo per cui i dati ACR sono così preziosi per chi li raccoglie: sono dati comportamentali autentici, non performativi, raccolti nel momento in cui sei più te stesso.
Il Reality Glitch è che il dispositivo che rappresenta meglio l’idea di “stare a casa” è anche uno dei sistemi di raccolta dati più pervasivi mai introdotti nelle abitazioni private. Come i dispositivi che lavorano contro chi li ha comprati, la Smart TV è un oggetto che si presenta con una funzione intrattenimento e ne svolge silenziosamente un’altra: sorveglianza commerciale a domicilio.
La buona notizia è che si può fare qualcosa. La cattiva è che devi farlo tu, ogni volta, su ogni televisore, dopo ogni aggiornamento del firmware, cercando una voce di menu con un nome che non descrive quello che fa.
Come disattivarla sul tuo televisore (guida rapida)
Samsung: Impostazioni → Privacy → Servizi Smart TV → disattiva “Viewing Information Services”
LG: Impostazioni → Tutte le impostazioni → Generale → Live Plus → OFF
Sony: Impostazioni → Preferenze dispositivo → Samba Interactive TV → OFF
Vizio: Menu → Sistema → Dati di visione → OFF
TCL / Roku: Impostazioni → Privacy → Smart TV Experience → OFF
Nota: controlla di nuovo dopo ogni aggiornamento del firmware.

