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Z Side · Strategie Epiche
A cura di Zoom Out Lab
Gennaio 2025. State Farm ha già acquistato uno spazio pubblicitario al Super Bowl, ha costruito uno spot cinematografico con Jason Bateman nei panni di un Batman tragicomicamente inadeguato, ha firmato accordi con Warner Bros. per usare l’intero cast di Gotham. Il budget è nell’ordine dei sette milioni di dollari solo per il passaggio televisivo. Poi la California prende fuoco, Los Angeles brucia, e uno spot sull’assicurazione che arriva mentre la gente perde la casa diventa improvvisamente intrasmissibile. State Farm ritira la campagna. Tre settimane dopo, la manda in onda durante il March Madness, il torneo universitario di basket più seguito degli Stati Uniti. Il risultato supera tutti i top spot del Super Bowl in termini di interazioni. Sedici milioni di engagement. Un piano B che ha battuto il piano A.
La campagna State Farm Batman Bateman nasce da un’idea semplice quanto efficace: giocare sull’assonanza tra due nomi che si scrivono quasi allo stesso modo ma che evocano qualcosa di completamente diverso. Batman protegge Gotham. Bateman, l’attore Jason Bateman, ci prova con un costume improvvisato e ottiene risultati che fanno ridere. Il tagline lo dice con precisione: “Avere un’assicurazione non è la stessa cosa che avere State Farm. È come avere Bateman quando hai bisogno della protezione di Batman.” La metafora funziona perché parla direttamente al problema che State Farm vuole mettere in evidenza: la differenza tra avere una copertura qualsiasi e avere la copertura giusta.
Lo spot è stato diretto da Bryan Buckley, uno dei registi pubblicitari più premiati degli ultimi vent’anni, e vede Bateman confrontarsi con Catwoman, The Riddler, Poison Ivy, Two-Face e The Joker in un Gotham che sembra uscito da un film di Tim Burton. La produzione è di alto livello, il casting è ineccepibile, la scrittura è tagliente senza essere eccessiva. Tutto era pronto per il Super Bowl, e tutto è stato messo nel cassetto in poche ore.
La scelta che nessuno voleva fare
Gli incendi di Los Angeles del gennaio 2025 hanno devastato quartieri interi della città. Migliaia di famiglie hanno perso la casa in pochi giorni, e il dibattito pubblico americano era interamente occupato dalle immagini di quell’emergenza quando le major televisive stavano raccogliendo gli ultimi pagamenti degli spazi pubblicitari del Super Bowl.
In quel contesto, mandare in onda uno spot in cui un’azienda assicurativa fa dell’umorismo sul tema della protezione avrebbe creato un cortocircuito che nessuna strategia di comunicazione avrebbe potuto gestire. State Farm ha scelto di ritirare la campagna, sapendo che avrebbe perso lo spazio più costoso e visibile dell’anno televisivo americano. La Chief Marketing Officer Kristyn Cook ha spiegato la filosofia dietro quella decisione in modo diretto: la campagna era stata costruita per “guidare la rilevanza culturale attraverso l’intrattenimento,” e forzare quel momento quando la cultura stava guardando altrove avrebbe tradito esattamente quella filosofia.
È una scelta che dimostra qualcosa che i manuali di marketing citano spesso ma che poche aziende mettono davvero in pratica: il rispetto per il contesto vale più del budget già speso. Perdere sette milioni in uno spazio pubblicitario fa male. Mandare il messaggio sbagliato nel momento sbagliato può costare molto di più.
Il pivot: March Madness come arena alternativa
La soluzione che il team di State Farm ha trovato racconta qualcosa di preciso sull’intelligenza strategica della scelta. Il Super Bowl è un singolo momento, enormemente costoso, durato trenta secondi, dopo i quali la conversazione si sposta quasi immediatamente verso qualcos’altro. March Madness, il torneo NCAA di basket che occupa tre settimane tra marzo e aprile, offre qualcosa di diverso: una finestra prolungata di attenzione sportiva, un pubblico demograficamente simile, costi di accesso sensibilmente inferiori e la possibilità di costruire una campagna multi-wave invece di puntare tutto su un singolo passaggio.
Anziché riempire quello spazio con un semplice spot televisivo, State Farm ha costruito un’attivazione che si sviluppava su più canali contemporaneamente. La campagna State Farm Batman Bateman ha affiancato spot televisivi tradizionali a contenuti nativi per TikTok, attivazioni con creator e una presenza digitale che amplificava il messaggio nel corso di settimane. Questo approccio multi-wave ha prodotto qualcosa che un singolo spot da sette milioni difficilmente avrebbe generato: una conversazione sostenuta nel tempo, capace di raggiungere persone che avrebbero saltato lo spot ma che si sono imbattute in un contenuto social nei giorni successivi.
È la stessa logica che aveva reso Jet2 capace di trasformare un meme non pianificato in una campagna sostenuta per tutta un’estate: il valore di una campagna si moltiplica quando si costruisce un sistema di amplificazione, non quando si punta tutto su un unico momento.
I risultati: sedici milioni di interazioni e un record inaspettato
Pulse Advertising ha inserito la campagna tra i top 10 breakthrough del 2025, con sedici milioni di interazioni sui canali social e una performance che ha superato gli spot andati in onda regolarmente durante il Super Bowl. È un dato che merita una riflessione, perché suggerisce qualcosa di specifico sul funzionamento dell’attenzione nel panorama media contemporaneo.
Il Super Bowl resta l’evento con il costo di accesso più alto della televisione americana, e questo prezzo si giustifica con la vastità dell’audience. Ma un audience vasta e un audience coinvolta sono due cose diverse. La campagna State Farm Batman Bateman ha raggiunto un engagement superiore ai top spot del Super Bowl perché si è distribuita su settimane invece di consumarsi in trenta secondi, perché ha utilizzato formati nativi per ogni piattaforma invece di declinare lo stesso spot su tutti i canali, e perché è arrivata in un momento in cui il pubblico non era già saturo di pubblicità come durante il Super Bowl, dove ogni break porta dodici spot consecutivi.
Il confronto con lo spot originale è inevitabile ma parzialmente fuorviante: State Farm avrebbe quasi certamente ottenuto ottimi risultati anche con il piano originale, e non esiste modo di sapere se i sedici milioni di interazioni sarebbero stati raggiungibili anche con il Super Bowl. Quello che si può dire con certezza è che il piano B ha funzionato in modo eccellente, e che le ragioni del suo funzionamento sono istruttive a prescindere dal paragone con il piano A.
La meccanica strategica: l’audible come competenza
Nel football americano, un audible è quando il quarterback cambia il piano di gioco all’ultimo secondo leggendo la difesa avversaria. È una competenza che si insegna, si allena e si valuta separatamente dalla capacità di eseguire il piano originale. I migliori quarterback sono quelli che sanno quando cambiare piano e come farlo in modo coerente con tutto il resto.
La campagna State Farm Batman Bateman funziona come caso di studio per la stessa ragione: il pivot non è stato improvvisato, è stato eseguito in modo coerente con la filosofia originale della campagna. Lo spot era pensato per “guidare la rilevanza culturale attraverso l’intrattenimento,” e March Madness è un contesto altrettanto ricco di rilevanza culturale per il pubblico americano quanto il Super Bowl. Il formato multi-wave era più adatto alla logica dell’intrattenimento distribuito nel tempo. Il tono, l’umorismo e il cast sono rimasti invariati. La coerenza interna della campagna ha reso il pivot quasi invisibile per il pubblico finale, che ha vissuto un’esperienza fluida senza sapere che stava vedendo il piano B.
Questo è il punto più applicabile per chiunque lavori in comunicazione: la flessibilità strategica funziona solo quando la visione originale è abbastanza chiara e solida da guidare anche le decisioni di emergenza. State Farm sapeva cosa voleva comunicare e a chi. Quando il contesto ha cambiato le condizioni, ha semplicemente trovato un altro modo per farlo. Come Burger King ha dimostrato con Reclaim the Flame, le campagne che reggono nel tempo condividono sempre questa caratteristica: una premessa abbastanza solida da funzionare anche quando le condizioni cambiano.
La lezione: il contesto è parte del messaggio
C’è una dimensione di questa storia che vale la pena nominare con chiarezza, perché è quella che distingue una buona intuizione da una strategia replicabile.
State Farm ha preso la decisione giusta per una ragione precisa: aveva una comprensione accurata del contesto in cui stava comunicando. Sapeva che il pubblico americano in quel momento era emotivamente occupato da qualcos’altro, e ha scelto di aspettare invece di forzare il momento. Questa lettura del contesto vale tanto quanto qualsiasi idea creativa, e spesso vale di più. Canva a Waterloo Station ha funzionato perché il brand sapeva esattamente chi avrebbe incontrato in quel corridoio e cosa avrebbe risuonato con loro. Nike è tornata al Super Bowl nell’anno giusto perché aveva capito che il momento culturale dello sport femminile era maturo per quel tipo di presenza.
In tutti questi casi, la competenza creativa è reale e necessaria. Ma la variabile decisiva è la capacità di leggere il contesto con precisione, e di avere il coraggio di cambiare piano quando il contesto lo richiede, anche quando il piano originale era costato sette milioni di dollari.
Gotham aspettava Batman. È arrivato Bateman. Gli incendi avevano cambiato l’agenda, e State Farm aveva avuto la lucidità di riconoscerlo in tempo.

